Organizzazione: ballo di coppia

Posted on February 15, 2013 by

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Eccomi a voi con una riflessione organizzativa, tra fango e tango.

Girando girando tra le aziende di questa bella Italia, ancora una volta ho conosciuto persone che lavorano con passione e allegria, nonostante le condizioni meteo-organizzative siano tempestose.

Mi chiedo, contagiato da tanto ingiustificato entusiasmo, “Non sarà allora certo la congiuntura economica che abbatterà l’operosità dell’italica stirpe?”

I budget non brillano, la domanda dei mercati ristagna, i consumatori stanno cambiando abitudini, gli amministratori si stanno organizzando, i manager si stanno trasformando… tutto non senza rumore e dolore. Ma ben venga un’attenta analisi di cosa non funziona nelle organizzazioni e nel sistema economico che abbiamo costruito. Chi si ritiene “non colpevole” abbandoni l’aula per cortesia, la lezione è aperta solo a chi ha la cenere in testa e le scarpe sporche di fango.

Il passaggio logico è:

Ammetto che non funziono, metto in discussione, analizzo, poi guardo avanti, trovo i nuovi obiettivi (magari coerenti con i valori in cui credo e rispettosi del lavoro e dell’altro), trovo le nuove risorse, chiamo adunata e, con chi risponde alla chiamata, costruisco utilizzando solo i mattoni (vecchi e nuovi) che mi garantiscono che la nuova opera non crolli subito.

Riparto

Logico, no? In verità no, a guardare come stiamo affrontando questa fase d’incertezza. Diciamoci la verità: l’incertezza non è generata dai tempi ma dagli uomini.

Stiamo ballando male, ecco la scena:

C’è una musica nuova ma non l’ascoltiamo, incerti inciampiamo con passi indecisi, e il nostro ballo è sempre più goffo, la nostra ballerina ci odia, e noi per mostrare controllo le diamo la colpa, poi le pestiamo un piede, allora non le diciamo più niente, lei non prova nemmeno a comunicare con noi, c’imbarazziamo e pensiamo che abbiamo sbagliato a scendere in pista. Ma la musica continua …

Se questi maldestri ballerini siamo noi, manager senza coraggio, allora le ballerine demotivate sono i collaboratori senza guida che hanno dimenticato il piacere della danza.

Speriamo cambi la scena, anzi ripetiamola:

M. (Responsabile dell’Organizzazione): “Posso avere l’onore di farla ballare?”  

A. (Collaboratore): “Certo, anche se non ricordo come si fa” 

M. “Non si preoccupi, nemmeno io. Ascoltiamo la musica, teniamo il tempo, si lasci guidare”

Tangologico Giuseppe