Dimmi che fai e ti dirò chi siamo

Posted on March 2, 2012 by

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workers


Mestieri e racconti? Il nostro pane. Nei mesi e nei post passati abbiamo osservato quanto sia importante il racconto di un mestiere per capire la società in cui viviamo, le organizzazioni e le motivazioni che ci spingono a lavorare insieme. Descriviamo da quali punti di vista è  fondamentale non perdere questa pratica di narrazione del mestiere:

1. Per chi racconta è un momento di razionalizzazione del proprio ruolo nella società e anche un’attività che emoziona in modo inaspettato.

2. Per chi ascolta è un momento di riflessione sul valore del lavoro e sulle motivazioni che sono alla base del sistema sociale in cui siamo inseriti.

3.  Per chi vuole imparare è un momento di forte apprendimento che può far scattare la molla dell’ambizione a perseguire quel percorso, quella carriera.

4. Per la comunità è un elemento culturale fondamentale, radice di molte strutture mentali sul vivere insieme e sul rispetto dell’altro.

In poche parole, il racconto di un mestiere è socialmente utile ma anche un modo per analizzare l’organizzazione. In letteratura organizzativa è un tema diffuso che ho approfondito nel tempo (su questo consiglio la lettura di un testo di Barbara Czarniawska) ma è anche un approccio che adotto per iniziare le analisi all’interno delle organizzazioni.

Mi siedo e chiedo: “In cosa consiste il tuo lavoro? Mi racconti la tua giornata di ieri?”. Mi presento così perché quando chiedevo, anche gentilemente, “Mi descriva i processi operativi che la coinvolgono e le attività in essi inseriti” tornavo in ufficio con le ossa rotte e con poche informazioni.

In attesa di altri racconti; vi segnalo questo canale tv e questo video esemplificativo di come si possa anche investire soldi pubblici e privati per valorizzare, qui a scopi educativi, le storie dei lavoratori.