Il contratto di Babbo Natale

Posted on December 15, 2011 by

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Dicembre 2011, ore 18,30.

Entrando nel centro commerciale vedo un grassone vestito di rosso con barba bianca, risata grassa e finta, tiene sulle ginocchia un bambino impaurito e sorridente; il bimbo avverte una scossa di adrenalina mista ad una profonda disillusione. Questo è davvero Babbo Natale?

Siamo di fronte ad un abominevole essere dei nostri tempi: il lavoratore stagionale.

Chi si cela dietro tanto poliestere rosso? Chi arrotonda per qualche settimana in accordo con un fotografo demotivato? Anche questo è lavoro e finché c’è, lo prendiamo come buono. Altri mestieri stagionali: bagnino, istruttore di sci, addetto al raccolto, cameriere, vendemmiatore, ecc… In una parola “precari periodici” con la licenza (poche volte con la possibilità) di riciclarsi in altre stagioni e in altri mestieri.

  • Bicchiere mezzo vuoto: lavoro solo in alcuni periodi ma devo mangiare tutti i giorni, altrimenti ciao! Sono rovinato, sono precario: peggio di uno studente, peggio di un pensionato, uomo/donna incompiuto/a che non può programmare o investire. Il mio contratto di lavoro è carta velina.
  • Bicchiere mezzo pieno: lavoro solo quando serve e se posso essere impiegato tutto l’anno, tanto meglio. Le stagioni scandiscono il mio impegno, la mia fatica. Quando arriva Natale, riesumo la divisa rossa e la cintura nera, odore di naftalina e la serenità che anche quest’anno Natale tra 3 settimane arriva e passa. Il mio contratto di lavoro è un quadro di Mirò
  • Bicchiere rotto: è possibile che un lavoratore debba essere precario per essere stagionale? Avere più mestieri può essere un’eccezione o un trend dei nostri tempi? E se tutti noi dovessimo far fronte ad una flessibilità repentina? Saremo in grado di imparare a fare altro, a soddisfare una domanda di forza lavoro mai doma? Addio contratto di lavoro.

Quanta dignità negli occhi di questo Babbo Natale, sorride e si guarda intorno per raccogliere un pò di comprensione dai nostri volti; noi, invece, determinati al raggiungimento della cassa con meno fila. La sua condizione è davvero precaria, ma la sua predisposizione ad un’era della precarietà è impressionante.

L’idea di cambiare mestiere ogni 4 mesi mi affascina e, se sapessi fare 4 lavori in maniera accettabile, mi renderebbe sereno e meno folle.

Stagionalità, precarietà, incertezza nel futuro… benvenuto nell’economia dinamica e poco lungimirante dei nostri tempi! Adesso, se ti gira la testa e sei molto preoccupato di perdere il tuo posto di lavoro nei secoli perenne, accomodati pure tra le braccia forti di Babbo Natale e sorridi: flash!

Santa Giuseppe (ma fino al 25 dicembre)